Destinazione Italia cambia le regole per le rinnovabili

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26 Febbraio 2014-aros-solar.com

Il Decreto legge approvato dal Senato introduce l’opzione ‘spalma incentivi’ ed elimina i prezzi minimi garantiti del ritiro dedicato, tranne che per i piccoli impianti fotovoltaici ed idroelettrici. Con il via libera da parte del Senato (121 voti a favore, 91 contrari), il decreto n.145/2013 con misure per l’avvio del piano “Destinazione Italia” è diventato legge. Esso contiene varie decisioni importanti, tra le quali alcune modifiche sostanziali in tema di energia. In particolare, contro il caro-bolletta il Governo spera in un taglio dei costi stimato in 850 milioni di euro. Come si arriverà a questo risultato? Con le novità scritte (si veda questo articolo) lo scorso anno nel testo del decreto ora approvato, cioè l’allungamento di sette anni, su base volontaria, del periodo di godimento degli incentivi che pesano in bolletta da parte dei produttori di energia rinnovabile; a questa variazione, che dovrebbe generare un risparmio di almeno 700 milioni (non garantiti però, essendo la scelta volontaria) si aggiungono 150 milioni risparmiati dalla modifica del regime del “ritiro dedicato”, ossia del prezzo minimo garantito che paga il Gse per l’energia prodotta da impianti rinnovabili di potenza fino a 10 MW che, di fatto, scompare (tranne che per i piccoli impianti fotovoltaci fino a 100 kW ed idroelettrici fino a 500 kW). L’opzione “spalma incentivi” risulta un po’ meno rigida, nella versione finale del decreto approvata, grazie a un emendamento passato sul filo di lana che introduce una minima tutela temporanea per chi non sceglie la rimodulazione degli incentivi, concenendogli di accedere ad altri strumenti di sostegno nel caso di rifacimento o potenziamento di un impianto, una volta esauriti gli incentivi in essere.
Il decreto prevede anche l’incarico all’Autorità per l’energia elettrica e il gas di ridefinire gli oneri generali di sistema applicati al consumo di gas a carico dei clienti finali, con l’obiettivo di ridurne il costo per le imprese energivore. L’Authority dovrà anche aggiornare i criteri per la determinazione dei prezzi di riferimento dell’elettricità per i clienti in regime di maggior tutela.

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